Ancora passaporti falsi in Serie A!

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Ancora passaporti falsi in Serie A!

Messaggio Da PerSempreConTe il Mar Ott 09, 2012 9:12 am

Ancora passaporti falsi in Serie A!
Tutti i retroscena dell'inchiesta di Fermo

Alcuni calciatori sudamericani, anche di serie A, sarebbero diventati cittadini italiani grazie ad un traffico di false cittadinanze gestito da dirigenti e amministratori comunali e procuratori sportivi, scoperto dalla procura di Fermo. 34 gli indagati, tra ex e attuali amministratori locali, dirigenti comunali, procuratori di calciatori, quasi tutti residenti tra Fermo e Porto San Giorgio. Soppressione e distruzione di atti, produzione di atti falsi, abuso di ufficio, falso ideologico, associazione per delinquere e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina le ipotesi di reato.

L’inchiesta, condotta dai carabinieri della Compagnia di Fermo, e’ nata nel 2011 da un altro troncone di indagine: la Polizia municipale di Fermo, durante un controllo di routine, aveva scoperto che un imprenditore italiano era in possesso di un documento intestato a un rumeno: una carta d’identita’ stampata su carta originale, che proveniva direttamente dall’Ufficio anagrafe del Comune di Fermo. Un dirigente del Servizio anagrafe ha fatto alcune rivelazioni agli investigatori, e cosi’ e’ stato scoperchiato un giro di documentazione non regolare attraverso la quale, con il ricorso alla formula dello ‘iure sanguinis’, che consente ai figli di italiani all’estero di vedersi riconosciuta la cittadinanza italiana e il relativo diritto di voto, lo stato di straniero veniva artatamente modificato in quello di cittadino italiano.

Il sospetto e’ che centinaia di stranieri, quasi tutti brasiliani e argentini, fra cui vari calciatori di serie A e serie minori, che nell’arco degli ultimi sette anni abbiano conseguito in questo modo la cittadinanza italiana.

Al momento i carabinieri del cap. Pasquale Zacheo hanno accertato 45 identita’ ‘fittizie’, gia’ sospese con provvedimento di autotutela (e l’interessamento della Prefettura) dal sindaco di Fermo. Uno dei dirigenti del servizio anagrafe del Comune di Fermo, sentito dagli inquirenti, avrebbe rivelato che alcuni procuratori sportivi provvedevano a richiedere la cittadinanza italiana per i loro atleti, facendoli militare per qualche tempo in squadre locali, per poi cederli a club di serie superiori. La posizione di alcuni giocatori di serie A sarebbe attualmente al vaglio della procura fermana.

Una ventina gli atleti ‘residenti’ in appartamenti di proprieta’ di procuratori sportivi, anche se in realta’ vivono altrove. Nel frattempo, il funzionario del Comune di Fermo addetto all’Ufficio anagrafe, a cui era stata promessa una promozione e a cui venivano fatte regalie sporadiche, e’ stato rimosso dall’incarico.

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Re: Ancora passaporti falsi in Serie A!

Messaggio Da PerSempreConTe il Mer Ott 10, 2012 9:57 am

Passaporti falsi, coinvolti venti calciatori di serie A

Controlli su decine di stranieri
Sono 34 le persone iscritte nel registro degli indagati della procura di Fermo, fra cui procuratori sportivi e intermediari, amministratori e funzionari comunali

Fermo, 9 ottobre 2012 - Venti calciatori di serie A e calcio a cinque più pallavoliste di squadre minori di volley sono finiti nel mirino dei carabinieri di Fermo nell'ambito dell'inchiesta sui passaporti falsi. Al momento, sono 34 le persone iscritte nel registro degli indagati, fra cui procuratori sportivi e intermediari, amministratori e funzionari comunali.

I militari dell'arma stanno facendo controlli incrociati sulla cittadinanza ottenuta da decine di stranieri, per lo più sudamericani, attraverso una procedura che consente ai figli di italiani all’estero il riconoscimento della cittadinanza italiana. Il raggiro si articolerebbe nel triangolo tra Fermo, Latina e Reggio Calabria, dove in passato sono stati scoperti illeciti della stessa natura.

Fra gli atleti sudamericani 'sospetti' ci sarebbero anche ragazzi dai 18 ai 20 anni, tesserati per club nazionali di calcio a cinque. Secondo gli investigatori sarebbero due i personaggi che dal Fermano tenevano le fila dell’organizzazione per delinquere e si occupavano della formalizzazione delle pratiche, potendo contare sulla connivenza di un funzionario dell’Ufficio anagrafe del Comune di Fermo, finito sotto inchiesta e sollevato dall’incarico. Il suo difensore, l’avv. Massimo Ortenzi, dice che dalla procura non è arrivata "alcuna comunicazione sulla conclusione delle indagini. Siamo fermi allo scorso gennaio, quando poi il mio assistito e’ stato interrogato dai carabinieri".

L’inchiesta, coordinata dal procuratore capo Andrea Vardaro, ha mosso i primi passi nel 2011, dopo una verifica della Polizia municipale su un documento di d’identità di un imprenditore locale intestato ad un rumeno ma stampato su carta originale e mai registrato. Del caso si era occupata anche la procura distrettuale antimafia di Ancona, poi il fascicolo è tornato alla procura di Fermo.

http://qn.quotidiano.net/sport/calcio/2012/10/09/784346-inchiesta-passaporti-falsi-sudamericani.shtml

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Re: Ancora passaporti falsi in Serie A!

Messaggio Da PerSempreConTe il Mer Ott 10, 2012 10:00 am

Carte d’identità facili, indagine aperta su cinque giocatori di A

Sul calcio italiano potrebbe abbattersi un altro scandalo
Extracomunitari diventati “italiani”: Fermo crocevia degli illeciti. Quelli coinvolti farebbero parte di una big del Nord, una di Roma e una del Sud
guglielmo buccheri

Due rampe di scale e, all’angolo del piano meno uno, una piccola stanza anonima. Il funzionario, un po’ leggero, molto intimidito (così la pensano dalle parti di Piazza del Popolo) che ha dispensato carte d’identità tarocche a giocatori di calcio, calcio a 5, pallavolo, forse basket, se ne sta seduto in un angolo e sussurra soltanto «no comment, anzi n.c....». L’indagato numero uno del nuovo scandalo del pallone è stato rimosso dall’incarico all’anagrafe in un amen, ma dopo aver concesso la cittadinanza italiana, fra gli altri, ad almeno venti giocatori professionisti: 5 di serie A, 15 di serie B o Lega Pro. Il calcio trema e si interroga sul perchè da Fermo sia partito un corto circuito del quale, sostengono gli inquirenti, non si vede la fine. Il piccolo centro marchigiano è scivolato dentro la cronaca per colpa di un’organizzazione criminosa - questo il timore - che approfittando delle debolezze di chi avrebbe dovuto controllare, e non l’ha fatto per una promessa di carriera e qualche regalo, ha trasformato cittadini brasiliani o argentini in italiani senza alcun diritto. Tanto meno lo «ius sanguinis», cittadinanza ottenuta per diritto di sangue.


Il pallone sbanda ancora una volta perchè c’è sempre una città da dove partono gli attacchi incrociati. L’inchiesta della procura di Fermo e dei carabinieri della città a metà strada fra Ascoli ed Ancona nasce un anno fa e mette sotto osservazione le carte d’identità irregolari a partire dal 2004. Tutti venivano a Fermo, tutti se ne andavano altrove con i requisiti giusti per farsi tesserare da squadre che, altrimenti, non avrebbero potuto farlo vista la regola restrittiva sugli extracomunitari da poter mandare in campo. A Fermo facevano tappa agenti, procuratori, intermediari: 34, compresi ex ed attuali dirigenti comunali, sono iscritti sul registro degli indagati. «Non siamo una città facile, leggera, superficiale. Mi sento di rivendicare - così il sindaco Nella Brambatti - la correttezza delle persone che lavorano in questi uffici per il governo della città: se qualcuno ha sbagliato è giusto che paghi. L’anagrafe? L’ho rivoluzionata, adesso è in mano a due funzionari laureati in legge...».



Il sindaco gioca all’attacco, i cinque calciatori di serie A le cui posizioni sono finite nel mirino dei carabinieri guidati dal capitano Pasquale Zacheo lo fanno nel campionato in corso. Nomi tenuti nascosti, nomi che farebbero parte di cinque società diverse: fra queste, un grosso club del nord, una delle due squadre capitoline e una del sud. «Per il gruppo di giocatori professionisti siamo in una fase delicata e complessa dell’indagine perchè dobbiamo verificare se le carte d’identità vere siano frutto di documenti falsati ad arte. Si tratta di un’operazione lunga in quanto richiede controlli internazionali...», così una fonte investigativa (nelle prossime ore i carabinieri chiederanno una serie di atti alla Federcalcio).



Il calcio italiano è attraversato da uno scandalo che, per certi versi, parte da molto lontano. Nel 2001 fu il tempo di «passaportopoli», Recoba e l’Inter sulla scena. Stavolta lo tsunami è più immediato e diretto: i passaporti non c’entrano, spazio alle semplici, ma decisive, carte d’identità. «Abbiamo svolto un normale controllo in base alla richiesta di residenza di un bulgaro che bulgaro non era. Una volta a casa sua, parlava romano meglio di uno di Roma....», racconta Guglielmo Pieragostini, il vigile urbano da cui nasce lo strappo di Fermo. Cambiare identità, per il dipendente comunale, «è ormai diventato fin troppo facile. E, questo, per il calcio è una manna dal cielo...». Ma, evidentemente, non solo per il calcio. Prima la procura della Repubblica di Ancona ed ora quella fermana si sono messe in moto: le accuse sono di falso ideologico, abuso d’ufficio, associazione a delinquere e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Ipotesi investigative pesantissime. «Ma questa non è e non deve passare come la città delle cittadinanze facili...», sottolinea il sindaco.

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