Topic Politico

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Messaggio Da ACMILANo since 1899 il Sab Lug 11, 2015 5:32 pm

autobomba davanti al consolato italiano in Egitto, non c'è ancora stata rivendicazione

Egitto, bomba al consolato italiano Gentiloni: attacco al nostro Paese
Nove persone ferite, nessun italiano coinvolto. Il ministro degli esteri egiziano: "Atto terroristico". Il Papa condanna l'attacco

17:09 - Forte esplosione alle prime luci del giorno nel centro de Il Cairo. L'esplosione ha coinvolto il Consolato italiano su El Galaa Street, nel cuore della città. Fonti della sicurezza egiziana riferiscono di un morto. Almeno altre 9 persone sono rimaste ferite, tra le quali due poliziotti egiziani. Nessun italiano sarebbe rimasto coinvolto. Il ministro degli Esteri egiziano: "Un atto terroristico".

Paolo Gentiloni per "condannare l'attacco terroristico avvenuto davanti al Consolato italiano" a Il Cairo. "L'Egitto farà ogni sforzo con tutti i Paesi del mondo, inclusa l'Italia, per sradicare ed eliminare il terrorismo", ha aggiunto ancora Shoukry, secondo quanto ha detto l'agenzia Mena.

Gentiloni: "Un attacco all'Italia" - La bomba esplosa davanti al consolato italiano a Il Cairo "è un attacco diretto all'Italia". Così ha detto il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni commentando la deflagrazione che ha provocato un morto e diversi feriti. "Non c'è nessun dubbio - ha aggiunto -. E' stato un tentativo di intimidazione, un attacco alla presenza internazionale, ma anche un attacco all'Italia, Paese impegnato in prima linea nel contrasto al terrorismo".

Il ministro ha poi ribadito "la rinnovata determinazione dell'Italia" a combattere il terrorismo e l'Isis in particolare. Quella odierna, ha continuato, "è stata un'esplosione molto forte, che ha semidistrutto, danneggiato seriamente" il consolato.

Gli 007 Italia: atto dimostrativo, si guarda no a gruppi anti-Isis - L'Aise sta lavorando, in collaborazione con gli 007 egiziani, per capire la matrice dell'esplosione e le prime indicazioni, a quanto si apprende da fonti qualificate, più che all'Isis, farebbero pensare all'attivazione di uno dei gruppi egiziani che si oppongono ad Al Sisi. L'obiettivo dell'attentato era senza dubbio il consolato italiano. La modalità non stragista, osservano le fonti, potrebbe indicare un atto dimostrativo, un "avvertimento" all'Italia, in quanto alleata di Al Sisi.

Dubbi sull'obiettivo - Sembra che l'esplosione sia stata causata da un'autobomba. Non ancora chiaro se l'obiettivo dell'attacco fosse il consolato italiano, ma nell'esplosione l'edificio che lo ospita è stato parzialmente distrutto. Danneggiate anche alcune abitazioni limitrofe. Stando a una fonte della sicurezza egiziana, la carica esplosiva che ha causato la deflagrazione sarebbe "stata posta sotto una vettura nel perimetro del Consolato e sarebbe stata fatta esplodere con un telecomando".

Fermato e rilasciato reporter italiano - Quattro giornalisti, tra i quali anche uno italiano, sono stati prima fermati dalla polizia subito dopo l'esplosione. I quattro, poi rilasciati, erano stati trattenuti perché, come riporta su Twitter uno dei reporter fermati, gli agenti avevano trovato sospetta la rapidità con cui erano arrivati sul luogo dell'attentato.

Sospesi i servizi consolari - L'ambasciata italiana ha informato che, a "seguito dell'attentato che ha colpito la sede del consolato italiano a Il Cairo, tutti i servizi consolari sono temporaneamente sospesi".

Il Papa condanna l'attacco - Papa Francesco ha appreso "con viva preoccupazione" la notizia dell'attentato al consolato italiano a Il Cairo, esprimendo una "ferma condanna". Lo ha detto il segretario di Stato vaticano, il cardinale Parolin, rinnovando l'appello del Santo Padre a lottare contro il terrorismo. Francesco ha infatti invitato tutte le autorità politiche e religiose perché "uniscano gli sforzi per sconfiggere contro questa terribile piaga".

http://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/egitto-bomba-al-consolato-italiano-gentiloni-attacco-al-nostro-paese_2121863-201502a.shtml
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Re: Topic Politico

Messaggio Da PerSempreConTe il Mer Lug 15, 2015 11:32 am

Tirreno Power: "Serve una porcata per salvarla". Nei guai Massimo De Vincenti, braccio destro di Matteo Renzi

Dopo le intercettazioni col generale, per Matteo Renzi e il suo governo un nuovo caso. Una nuova bomba. "Serve una porcata per salvare Tirreno Power", dicono al telefono due alti funzionari del ministero dell'Ambiente, Giuseppe Lo Presti, dipendente della divisione che si occupa del rilascio della Autorizzazione integrata ambientale (Aia) e Antonio Milillo. Nei loro uffici, però, i carabinieri del Nucleo operativo economico di Genova avevano piazzato delle cimici: sono "intercettati". I due stanno parlando di una "leggina" creata ad hoc al dicastero dello Sviluppo economico per aiutare la società partecipata dalla società francese Gas de France e dall'Italiana Sorgenia, la holding fondata e controllata dalla famiglia De Benedetti fino allo scorso marzo, e che detiene la centrale di Vado Ligure, quella centrale che, secondo la procura di Savona, ha provocato la morte di migliaia di persone, inquinando l'ambiente circostante.

La vicenda - Dopo il sequestro, Tirreno Power avanza una nuova richiesta all'Aia. Sulla storia ha alzato il velo La Stampa, che pubblica le intercettazioni contenute nell'inchiesta della procura di Savona. Il documento presentato da Tirreno Power serviva a garantire che "se si fosse proceduto al riavvio degli impianti, sin da subito si sarebbe potuto garantire una sostanziale riduzione delle emissioni". E a quel punto ecco che il governo Renzi scatta per dare una mano alla società. Scrivono gli investigatori: "A un certo punto sembra che il tentativo da parte delle istituzioni di dare una mano a Tirreno Power con la norma ad hoc diventi concreto tanto che dalla seguente ambientale emerge come gli uffici del ministero dell'Ambiente siano interessati ad apporre le modifiche di competenza ad una bozza di testo che evidentemente è stata redatta dal ministero dello Sviluppo Economico".

Nomi di peso - E si arriva, ora, ai particolari più scottanti dell'inchiesta. Nelle carte della procura spuntano due nomi di peso, due pezzi da novanta, tra i quali Massimo De Vincenti, ossia l'uomo che siede al fianco di Matteo Renzi a Palazzo Chigi. Il piddino De Vincenti, ex viceministro allo Sviluppo Economico e oggi sottosegretario alla presidenza del Consiglio. Secondo gli inquirenti, il sottosegretario "si adopera" per "suggerire la strada a Tirreno Power per aggirare le prescrizioni" ambientali. Dunque il secondo nome, il ministro allo Sviluppo Economico, Federica Guidi. Spiegano sempre gli investigatori: "Dall'ambientale emerge ancora come l'avvocato Paola Severino (difensore di Tirreno Power, ndr) abbia a questo proposito un incontro con il ministro Guidi".

"Mani sporche di sangue" - Ed ora si torna al punto di partenza. All'intercettazione in cui si parla senza peli sulla lingua né mezzi termini di "porcata". I carabinieri del Noe intercettano i due funzionari del ministero dell'Ambiente proprio pochi giorni dopo la richiesta presentata da Tirreno Ambiente all'Aia. "E meno male che siamo al ministero dell'Ambiente", dice uno dei due. Dunque, come detto, si parla apertamente di "porcata". E ancora, affermano: "Non potrà mai essere pulita". Uno dei due dice di sentire "le mani lorde di sangue", perché la "leggina" è stata scritta "da quelli là". Una legge ad hoc per aiutare Tirreno Power. E per chi non lo avesse capito, il "sangue sulle mani" di cui parla uno dei due funzionari è quello delle migliaia di persone morte per i fiumi della centrale di Vado Ligure.












Tirreno Power, nei guai il sottosegretario Massimo De Vincenti: "Aiutò la società ad aggirare la prescrizione ambientale"

Il governo Renzi avrebbe creato una leggina ad hoc per salvare Tirreno Power, la centrale di Sorgenia, società del gruppo De Benedetti. Una leggina per la quale un funzionario del ministero dell'Ambiente afferma di sentirsi le "mani sporche di sangue". Nelle carte dell'inchiesta della procura di Savona spunta un "pezzo da novanta", un nome pesantissimo. Si tratta di Massimo De Vincenti, il braccio destro di Matteo Renzi, ossia il sottosegretario alla presidenza del Consiglio. Secondo gli inquirenti, De Vincenti si sarebbe "adoperato" per "suggerire la strada a Tirreno Power per aggirare le prescrizioni ambientali". Leggi l'approfondimento.




Tirreno Power, guai per il ministro Federica Guidi: quell'incontro con Paola Severino

Scandalo Tirreno Power. Il governo Renzi avrebbe favorito una leggina ad hoc pur i salvare la centrale di Sorgenia. Un caso-terremoto sul quale alza il velo La Stampa, che pubblica alcune intercettazioni della procura di Savona. Nei guai il sottosegretario Massimo De Vincenti, ma anche il ministro allo Sviluppo Economico, Federica Guidi. Nel dettaglio, la titolare del dicastero, come emergerebbe da alcune intercettazioni ambientali avrebbe incontrato l'avvocato Paola Severino, difensore di Tirreno Power. Una circostanza sospetta:






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apperòòòòòòòò :palm:
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Messaggio Da Spirit of Saint Louis il Mer Lug 15, 2015 12:09 pm

Ma Renzi che si presenta all'ONU dicendo "scusate il ritardo ma ho passato la notte a salvare l'europa" ???
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Messaggio Da PerSempreConTe il Mer Lug 15, 2015 1:05 pm

Spirit of Saint Louis ha scritto:Ma Renzi che si presenta all'ONU dicendo "scusate il ritardo ma ho passato la notte a salvare l'europa" ???

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Messaggio Da Spirit of Saint Louis il Gio Lug 16, 2015 4:42 pm

"Sono palestinese e vivo in Germania da qualche tempo, vengo da un campo di rifugiati nel Libano. Vorrei fare l'università qui ma non so se potrò rimanere. Sono molto preoccupata per il mio futuro, vorrei poter essere serena come gli altri intorno a me." dice la ragazza rifugiata in un incontro con la cancelliera Angela Merkel.

"Sei una ragazza molto simpatica, ma la politica a volte è molto dura: ci sono altre migliaia di persone nei campi di rifugiati, se decidiamo di accogliere tutti, non saremo in grado di sostenere questa situazione. Posso prometterti che delibereremo presto su questo tema, ma sicuramente alcuni rifugiati dovranno tornare indietro" risponde la Merkel. Sta per continuare il discorso quando la bambina scoppia a piangere.

http://www.huffingtonpost.it/2015/07/16/angela-merkel-bambina_n_7808778.html?ncid=fcbklnkithpmg00000001
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Messaggio Da Mattia80 il Gio Lug 16, 2015 8:12 pm

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Messaggio Da ACMILANo since 1899 il Mer Lug 22, 2015 8:06 am





anti italiani fino al midollo
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Messaggio Da PerSempreConTe il Mer Lug 22, 2015 8:13 am

Gli italiani anti italiani sono solo dei poveri coglioni... oggi fa figo esserlo ma sempre coglione rimani.
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Messaggio Da ACMILANo since 1899 il Mer Lug 22, 2015 8:16 am

è tutta gente con i soldi quella che parla così, mettessimo gli immigrati dietro le case delle zone bene dove vivono quelli dell'Unità si lamenterebbero anche loro e comunque quelli che scappano dalla guerra devono ringraziare anche la sinistra italiana che ha spinto moltissimo per buttare giù il cattivone Gheddafi.. per portare pace e democrazia.. i risultati li abbiamo visti
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Messaggio Da PerSempreConTe il Mer Lug 22, 2015 8:29 am

ma infatti la soluzione è facile... portarli da chi è ben disposto a riceverli...
perchè portarli dove non li vogliono? c'è cosi tanta gente ben disposta... a parole.
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